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NLP and Sports
Joseph O'Connor
Thorsons publisher, UK
£9,99, 2001
Questo libro introduce formalmente la programmazione neuro-linguistica (pnl e definita qui, nella versione inglese, neuro-linguistic programming ed appunto nlp) nello sport. Ma non solo.
Esso si propone infatti anche il compito opposto, ovvero quello di introdurre lo sport alla pnl, a seconda naturalmente del punto di vista del lettore.
Per chi non avesse familiarità con la pnl si rende necessaria una breve introduzione alla materia che l'autore stesso fornisce all'inizio del libro, definendo la pnl stessa quella branca della psicologia che influenzando il modo in cui pensiamo (neuro) ed il modo in cui comunichiamo (linguistic) influenza il modo in cui ci comportiamo (programming).
Scopo del libro è, tra l'altro, quello di analizzare quali tecniche mentali ("mental skills") sono necessarie all'atleta e come è possibile allenarle attraverso l'uso della pnl.
L'autore stesso avverte nell'introduzione che questo libro riguarda principalmente l'auto-allenamento e non soltanto l'allenamento di altri: in linea con i principî della pnl, "Nlp and Sports" si pone come obiettivo primario quello di fornire delle linee guida per allenare se stessi, motivarsi e per comprendere le ragioni per le quali lo sport è per noi importante, e soprattutto ciò che del nostro sport è per noi importante.
È un libro che va letto ed anzi usato seguendo l'ordine nel quale è scritto: l'autore ritiene infatti importante la sequenza delle tecniche mentali che si susseguono nel corso dei sette capitoli e che, via via, vanno a completare il percorso proposto. "Nlp and Sports" consta appunto di sette capitoli e due appendici finali.
Il primo capitolo analizza come avere successo nello sport che si pratica, come prepararsi fisicamente e mentalmente alle sfide che la competizione richiede.
O'Connor individua quelli che egli ritiene siano i tre fattori che portano al successo nello sport: la fitness, le tecniche motorie e le tecniche mentali (a loro volta suddivise nelle tre componenti di concentrazione, volontà ed equilibrio emotivo).
Interessante è in questo primo capitolo il riferimento a come la pnl descrive i gradi d'apprendimento: passando dalla 'incompetenza inconscia' alla 'incompetenza conscia' e poi dalla 'competenza conscia' sino a raggiungere la 'competenza inconscia'.
Si tratta d'un percorso dinamico calcolato dagli esperti di pnl in circa 5000 ore di corretta pratica che permette ad ognuno (ma in questo caso l'atleta) di distinguersi nel proprio campo.
È essenziale però che l'atleta in questione rimanga (una volta raggiunta) nello stato di 'competenza inconscia' e che non lasci che le "distrazioni" lo distolgano dall'obiettivo prefissosi, e che rimanga quindi in quella che l'autore definisce "la zona" ("the zone").
"In the zone"("Nella zona") è del resto il titolo del quarto capitolo, capitolo che tratta della concentrazione.
Ma cos'è la concentrazione, si chiede l'autore? O'Connor invita a riflettere sul concetto affermando che la concentrazione non è una "cosa" bensì un processo dinamico, qualcosa che si fa.
Si invita appunto l'atleta ad immaginare la concentrazione come un processo dinamico e lo si fa utilizzando una semplice tecnica di programmazione neurolinguistica: ovvero cambiando il sostantivo (concentrazione)in verbo (concentrarsi) per porre l'accento sul dinamismo di tale processo.
Tale tecnica ha normalmente l'effetto immediato di far cambiare nell'atleta la visualizzazione della "concentrazione", la quale passa da un'immagine statica ad una dinamica, in movimento, che è appunto il "concentrarsi" ovvero l'atleta nell'atto di compiere un'azione.
Ma c'è di più: "concentrarsi" vuol dire prestare attenzione; ma a cosa si presta attenzione? Ed in quale modo?
J.O'Connor risponde a queste due domande analizzando un altro punto d'estremo interesse, ovvero le distinzioni tra "ampio" e "ristretto" e tra "interno" ed "esterno" proposte dalla teoria di Nideffer del 1976 e combinandole con le tecniche di pnl.
Il secondo capitolo focalizza invece la propria attenzione sugli obiettivi e su come raggiungerli, che è infatti tanto importante quanto la qualità degli obiettivi prescelti.
Seguono quindi una serie di esercizî e questionari mirati a migliorare la strategia da adottare per raggiungere appunto gli obiettivi prescelti.
Si comincia analizzando il proprio livello di competenza attraverso cinque questionari che analizzano le altrettante aree individuate dall'autore come fondamentali per la riuscita nella prestazione sportiva: la fitness, le tecniche motorie, l'immaginazione, la concentrazione, l'equilibrio emotivo.
Una volta stabilito il proprio livello di competenza occorre quindi individuare un modello di eccellenza al quale ispirarsi ed al quale aspirare (concetto questo che è alla base della pnl).
Infine occorre stabilire un piano d'azione per raggiungere tali obiettivi, e per questa ragione l'autore invita a far sì che gli obiettivi sappiano motivare, siano realistici, raggiungibili e gratificanti.
Invita inoltre a tenere bene a mente sette principi quando si lavora al conseguimento dei propri obiettivi: essere positivi ovvero esprimere ciò che si vuole e non ciò che si vuole evitare, far sì che gli obiettivi siano gratificanti e realistici, che influenzino direttamente i risultati, che siano misurabili, analizzare le risorse a propria disposizione, valutarne il costo (ovvero "ne vale la pena?"), premiare sé stessi.
Il terzo capitolo tratta dell'immaginario, ovvero del potere dell'immaginazione, e comincia facendo subito una distinzione tra immaginazione e visualizzazione.
Passa poi ad analizzare l'importanza dell'immaginazione e tutte le aree di possibile applicazione nello sport: per migliorare le proprie tecniche motorie, per controbilanciare le immagini negative di errori commessi o che si teme di commettere, per rilassarsi nel pre e dopo gara, per ottenere energia ed autostima prima d'un evento sportivo, per studiare quali tattiche adottare nel corso d'una competizione, per avere una preparazione generale quando non si conoscono le condizioni alle quali si andrà incontro, per calmare i propri nervi nel corso d'una gara, per imparare dai propri errori e dai propri sucessi, e così via.
La successiva sezione si sofferma su come funziona l'immaginazione, e su come utilizza, a differenza della visualizzazione, tutti i sistemi sensoriali.
Seguono una serie di esercizi per comprendere il proprio sistema sensoriale di riferimento ovvero quello di preferenza quando si comunica con sé stessi e con gli altri, per poi passare all'analisi delle submodalità (altro concetto primario nella pnl) ed alla distinzione submodale tra stato associato e stato dissociato.
Viene poi suggerita una sequenza di riferimento quando ci si allena mentalmente: immaginare il proprio luogo ideale, osservare la tecnica in stato dissociato e allenarsi mentalmente in stato associato.
Nell'ultima parte del capitolo O'Connor illustra quelli che a suo parere sono i sette principi cardine per ottenere un immaginario di successo:
(stabilire un obiettivo, focalizzarsi sul procedimento e non sul risultato, essere specifici, immaginare la perfezione, utilizzare tutti i sistemi sensoriali, rilassarsi, esercitarsi) provvedendo una serie di esercizi per potersi appunto allenare.
Infine conclude parlando delle tre principali prospettive usate in pnl: prima posizione (la realtà vista da noi stessi, il punto di vista dell'atleta), seconda posizione (la realtà di un'altra persona, il punto di vista dell'allenatore), terza posizione (la realtà di chi osserva noi stessi e l'altra persona esternamente, il punto di vista dell'arbitro), e dell'uso ottimale che si può fare d'ogni prospettiva.
Il quinto capitolo, intitolato 'Occuparsi delle distrazioni', comincia osservando da quale sistema sensoriale le distrazioni possono arrivare.
O'Connor osserva che le distrazioni si servono essenzialmente del sistema visivo (sotto forma di visione della fovea), del sistema auditorio (sotto forma di dialogo interno), del sistema cinestetico (sotto forma di ingiustificata tensione muscolare).
L'autore analizza poi individualmente questi tre diversi tipi di distrazione fornendo, per ognuno di essi, esercizî mirati al miglioramento, attraverso l'acquisizione di tecniche specifiche (ad esempio v'è un esercizio disegnato per lo sviluppo della visione periferica in opposizione alla visione della fovea che è appunto quella che può portare alla distrazione in alcuni sport, così come v'è un esercizio designato alla analisi del dialogo interno, ed un altro che si occupa di come trattare gli errori, per far si che la paura di commetterne di ulteriori non faccia deteriorare la prestazione sportiva).
La successiva sezione esplora le distorsioni temporali, ovvero come poter influenzare la propria percezione del tempo.
Si tratta di un concetto caro all pnl e d'estremo interesse nell'applicazione dell'allenamento mentale.
Vengono infatti proposti degli esercizî che, ricollegandosi alle modalità e submodalità dell'immaginazione, insegnano ad alterare la percezione del tempo.
Ciò permette permette di porsi nella condizione che O'Connor e la pnl definiscono "Fast Time", ovvero quella condizione che fa sembrare che l'ambiente circostante si muova a rilento, con tutti i vantaggi che tale condizione può fornire a chi è impegnato in una competizione sportiva.
Il sesto capitolo, come suggerisce il titolo stesso ('Energia ed intensità'), tratta appunto di come controllare la propria energia ed intensità così che si possa ottenere il corretto grado di intensità emotiva ed il giusto equilibrio di energia fisica per affrontare la prestazione sportiva.
O'Connor analizza cause ed effetti di errate preparazioni psico-fisiche, ovvero di livelli di energia ed intensità troppo bassi o troppo elevati, e lo fa servendosi dei procedimenti di pnl che sono stati analizzati in precedenza (ad esempio utilizzando le modalità e submodalità sensoriali, lo stato associato e dissociato, ecc.).
Passa quindi all'introduzione ed alla spiegazione di un procedimento comunemente usato dai praticanti di pnl: l' "ancoraggio" ad un particolare stato d'animo.
Attraverso una serie di esercizî O'Connor mostra come è possibilie per un atleta rivivere un determinato stato d'animo e ricrearlo a proprio piacimento, ed in qualsiasi circostanza, utilizzando le tecniche di associazione, dissociazione e manipolazione delle modalità e submodalità sensoriali.
Il capitolo conclusivo, il settimo, prende in esame la valutazione del dopo gara.
O'Connor ritiene che tale valutazione sia essenziale per il miglioramento dell'atleta: come egli stesso spiega "nessuno è una perfetta macchina sportiva, pertanto se si sono commessi errori occorre fare in modo che essi non si ripetano". Allo stesso modo O'Connor ritiene che si debbano valutare ed analizzare anche i propri successi. Ancora una volta vi è una sezione dedicata agli esercizî da svolgere per migliorare la propria efficacia nel valutare i propri punti deboli (ed impegnarsi a tramutarli in punti di forza) ed appunto i punti di forza (sui quali occorre comunque lavorare affinché si miri a raggiungere l'eccellenza).
Vi è infine una parte dedicata agli infortuni, ovvero come una corretta preparazione mentale (che ancora una volta si serve delle tecniche di immaginazione usate dalla pnl, con riferimento allo stato associato, dissociato ed alle modalità e submodalità sensoriali) possa non solo prevenire ma anche aiutare nella cura degli infortuni e facilitarne il decorso.
In conclusione "Nlp and Sports" si segnala come un testo che apre le porte ad una collaborazione (quella appunto tra sport e pnl) destinata ad ampliarsi nei prossimi futuro e come tutti i testi di pnl anche questo libro come ci suggerisce l'autore non va semplicemente letto bensì usato.
Cristian Lattanzio
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