La flessibilità mentale nella danza

Stanno per iniziare i raduni delle nazionali di danza sportiva, il tema guida riguarderà la flessibilità nei suoi aspetti fisiologici, biomeccanici, posturali e psicologici. Il mio intervento sarà centrato su “La flessibilità da un punto di vista psicologico: rilassamento e tipologie specifiche di training“. Lo svolgerò attraverso esercitazioni basate su diverse tecniche di respirazione allo scopo di migliorare l’auto-controllo degli atleti migliorando le loro abilità a rilassarsi, attivarsi e concentrarsi.

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Il genitore nello sport risorsa o ostacolo?

Convegno dal titolo “IL GENITORE NELLO SPORT RISORSA O OSTACOLO?” che si terrà sabato 1° ottobre dalle ore 17.00 alle ore 19.00 circa presso l’aula magna del I.C. Leonardo Da Vinci di Civitanova Marche. Relatore prof. Alberto Cei . Il convegno nasce dall’esigenza di dirigenti e tecnici delle società sportive locali di riflettere sull’influenza dei genitori nell’attività sportiva dei propri figli nel tentativo di creare un’alleanza educativa. Negli ultimi anni il rapporto tra genitori e figli si è molto modificato, così come il grado di coinvolgimento dei genitori nella vita dei figli. Le società sportive e gli allenatori si trovano spesso spiazzati da questa presenza, con cui non sono abituati a rapportarsi e, d’altro canto, anche i genitori spesso sembrano non saper dare dei confini chiari al proprio ruolo. Probabilmente i ragazzi, che si trovano al centro di questa sorta di triangolo, rischiano di essere confusi. Proprio da questo spaesamento nasce l’idea del convegno, in cui vorremmo provare a costruire insieme alcune “modalità di convivenza” e un’alleanza che ci aiuti ad essere per i nostri ragazzi i migliori genitori e i migliori allenatori possibili. L’incontro è rivolto a genitori, dirigenti e tecnici dei settori giovanili di nuoto e di altri sport, insegnanti  e appassionati di sport.

La mentalità vincente di Guardiola

Differenza di Guardiola da calciatore - Era sempre alla ricerca di modi per rendere non solo se stesso  ma anche la squadra migliore. Fin dall’inizio, aveva una mentalità vincente incrollabile e la comprensione della chimica di squadra.

Il suo mentore - Non è un segreto che la filosofia e la comprensione del gioco di Guardiola derivano da Johan Cruyff.  Lui stesso ha spesso affermato che  è stato il suo più grande idolo e un mentore. Fu subito consapevole  della necessità di possesso, sia per il recupero e il mantenimento – due ideali che costituiscono il fondamento della sua filosofia di gioco.

Continua ricerca di miglioramento -  Non solo lavora duro,  ma è implacabile nella ricerca del miglioramento, non appare sfacciato e non vuole apparire come non è.  E’ teso a diventare il miglior Pep Guardiola che può essere.

Senso del comune - Vuol dire sapere pensare agli altri, non solo alla squadra ma anche al contesto sociale nel quale vive il team.

Il valore di avere dei valori - Oltre l’amore per il calcio vi sono: il sacrificio, la responsabilità, il rispetto, l’onestà e il lavoro di squadra.

Disciplina e consapevolezza -  Al suo primo allenamento al Barcellona Guardiola ha detto che allenare il Barcellona è un “onore assoluto”.  Ha parlato della necessità di ristabilire l’ordine e la disciplina e della necessità di essere più professionali.

Obiettivi di gioco - “Io non voglio che tutti cerchino di dribblare come Leo Messi , bisogna passare la palla, passarla e passarla di nuovo…  Passare, muoversi bene, passare ancora una volta, passare, passare, e passare … Voglio che ogni mossa sia intelligente, ogni passaggio preciso,  è così che facciamo la differenza dal resto delle squadre, è tutto quello che voglio vedere”.

Studiare gli avversari - “Tutto ciò che faccio è guardare il filmato dei nostri avversari e quindi provare a capire come demolirli”. Questa proattività spinge Guardiola a conoscere, non solo la propria squadra, ma anche la squadra avversaria, dentro e fuori.

Valutazione del giocatore - Con Guardiola un calciatore deve essere preparato a essere continuamente osservato. Deco e Ronaldinho non avevano questo atteggiamento  e sono stati sacrificati per il bene della squadra.

Comportamenti coerenti con le parole - Si è quello che si fa. Per cui Guardiola arriva per primo agli allenamenti e va via per ultimo. Studia con scrupolo dell’avversario. La comunicazione interna è al servizio delle necessità dei giocatori. Si consiglia regolarmente con lo staff.

 

Bentornati campioni!

Le Paralimpiadi sono la massima espressione competitiva dello sport per persone con disabilità, con un livello di visibilità sui media molto significativo. Le storie di questi atleti e atlete vengono, purtroppo, raccontate quasi solo in questa occasione e lo stesso avviene per le loro prestazioni, che spesso sono veramente eccezionali per qualità e intensità dello sforzo. Le foto e i video degli atleti lo documentano ed è impossibile non restarne coinvolti.

Sono persone che come diceva De André marciano “in direzione ostinata e contraria” rispetto alla cultura della sedentarietà, basata sulla concezione che i propri limiti fisici e psicologici siano modificabili solo attraverso interventi medici, chirurgici e terapeutici. Gli atleti paralimpici dimostrano invece che c’è sempre un modo per uscire da una condizione limitante, come dice Bebe Vio, oro nella scherma, parlando del suo ritorno in pedana: “Ho sempre saputo che avrei potuto ricominciare a fare scherma. Quando l’ho chiesto ai medici mi hanno, diciamo, sputato in un occhio. Quando l’ho chiesto a quelli delle protesi, si sono messi a ridere. Però io fin da subito ho capito che sarei riuscita a ritornare”. Lo stesso vale per Alex Zanardi quando insoddisfatto delle protesi in commercio, disegnò da solo un paio di nuove gambe artificiali, con lo scopo di tornare a gareggiare.

Bentornati campioni. Qui c’è molto da fare per trasmettere a tutti l’idea che lo sport è un vestito che ognuno può ritagliare a propria misura. Di solito gli sport che vincono medaglie alle Olimpiadi, nell’anno seguente, godono di un aumento dei loro iscritti. Si è verificato nello sci quando Alberto Tomba vinceva, nella vela con Luna Rossa o nel nuoto nell’era di Rosolino e compagni. Non sono altrettanto ottimista per lo sport per disabili, sono poche le società sportive che se ne occupano e la maggior parte dei giovani con disabilità in età scolare sono sedentari. I successi di queste Paralimpiadi potrebbero però favorire dei cambiamenti, soprattutto fra i bambini e gli adolescenti, poiché nonostante tutte le sue negatività (doping, eccessiva enfasi solo al risultato agonistico) lo sport continua a essere uno dei pilastri nella ricerca della libertà e dell’autonomia a cui da sempre aspira l’essere umano.

La mentalità vincente di Mourinho

Guidare uomini -  ”Il calcio per me è una scienza umana, sopra ogni altra cosa”.

L’allenatore è un leader globale - “Un allenatore deve essere tutto: un tattico, motivatore, leader, metodologo, psicologo”. “Un insegnante all’università mi ha detto ‘un allenatore che sa solo di calcio non è di livello superiore. Ogni allenatore sa di calcio, la differenza riguarda altre aree. Era un insegnante di filosofia. Ho ricevuto il messaggio”.

Il calcio è globale - “Non faccio lavoro fisico. Difendo la globalizzazione del lavoro. Non so dove cominci la parte fisica e finisca quella psicologica e tattica”.

Personalizzare la comunicazione - Adeguare la comunicazione a ciascun individuo è il compito più difficile di un allenatore e bisogna sapere sfidare le emozioni dei giocatori.

Conoscere gli uomini - “Ci sono molti modi per diventare un grande manager … ma soprattutto credo che la cosa più difficile sia di condurre gli uomini con differenti culture, cervelli e qualità”. All’Inter concesse una vacanza a Wesley Sneijder che era esausto. “Tutti gli altri allenatori hanno parlato solo di formazione”, ha detto Sneijder. “Mi ha mandato in spiaggia. Così sono andato a Ibiza per tre giorni. Quando sono tornato, ero disposto a uccidere e morire per lui. ”

Gli uomini sono scelti - Ha fiducia in una squadra 24 giocatori perché dimostra che ognuno di loro è stato scelto e potranno svolgere un ruolo significativo per la squadra anche se non sono famosi.

Stimolare i calciatori a capire - “Incoraggia il lavoro tattico, non è un ‘trasmettitore’ e la squadra non è un ‘ricevente’. Si serve del metodo della ‘scoperta guidata’; i giocatori scoprono come giocare  sulla base delle informazioni che ricevono, costruendo situazioni pratiche che li condurranno su un certo percorso”.

Focus costante sulla mente - Pone particolare attenzione alla dimensione emotiva, cognitiva e interpersonale dei giocatori. In tal modo i giocatori anziché seguire le istruzioni come degli scolari, sviluppano le idee stesse di gioco guidati da questo approccio mentale al gioco.

Affiatamento e coscienza collettiva - “Lavoro con i giocatori giornalmente e so che quelli che si impegnano al massimo sono in condizione di fare bene, mentre quelli che non lavorano bene non sono in grado di giocare bene. Si gioca come si lavora, e posso dirlo in faccia a ogni giocatore”.

Lavorare con intensità - Allenamenti brevi e presenza del pallone incentivano i giocatori a esprimersi con il massimo di motivazione ed energia. E’ attento agli errori e provoca i giocatori se sbagliano in modo ripetitivo.

 

Le regole vincenti di Alex Ferguson

Alex Ferguson rappresenta la storia del calcio e un affermato modello di leadership, studiato in tutto il mondo. Di seguito le sue idee come lui stesso le ha raccontate nella sua autobiografia.
La costruzione di una squadra di calcio -  Bisogna partire dal settore giovanile, allo scopo di costruire continuità nel fornire giocatori alla prima squadra. I calciatori crescono insieme, producendo un legame che, a sua volta, crea uno spirito.
Ispirare le persone a migliorare – “Ho sempre molto orgoglio nel vedere i giocatori più giovani che si sviluppano”. In tal modo il lavoro di un allenatore è analogo a quello di un insegnante. Si formano le competenze tecniche, si costruisce una mentalità vincente e persone migliori.  Questo determina nei giovani fedeltà verso la Società, poiché sono consapevoli della opportunità che hanno ricevuto.
Prevedere il futuro -  Vi sono i calciatori di più 30 anni e più anziani, quelli da 23 a 30 anni , ei più giovani. Il ciclo di una squadra di successo dura quattro anni, e quindi i cambiamenti sono necessari. Lo scopo è di sapere sempre qual è la squadra che si vorrà avere con un anticipo di qualche anno e decidere di conseguenza.
Ogni sessione di allenamento è importante -  Si deve sempre mantenere un elevato standard di allenamento. Sono estremante importanti i colloqui motivazionali, il team building, tutta la preparazione della squadra e parlare di tattica. Non bisogna mai permettere una sessione di allenamento non soddisfacente. Quello che si vede in allenamento si manifesta sul campo di gioco. Serve sempre qualità, concentrazione, intensità e velocità.
Il talento lavora sempre duramente - Dai talenti bisogna aspettarsi in allenamento molto di più rispetto agli altri. Devono dimostrare di essere i migliori.
L’atmosfera dello spogliatoio va sempre salvaguardata - Bisogna chiedersi se qualcuno sta rovinando l’atmosfera dello spogliatoio,   la prestazione della squadra, e il controllo dei giocatori e staff. Se ciò avviene si deve tagliare il cordone. Non c’è assolutamente nessun altro modo. Non importa se la persona è il miglior giocatore del mondo. La visione a lungo termine del club è più importante di qualsiasi individuo, e l’allenatore deve essere il più importante nel club.
Incoraggiare i calciatori - A nessuno piace essere criticato e sono pochi i calciatori che migliorano con la critica. E’ necessario incoraggiare. Per un giocatore, come ogni essere umano, non c’è niente di meglio che ascoltare “Ben fatto”. Sono le due  migliori parole che si possano ascoltare. Non è necessario usare termini superlativi.
Correggere subito gli errori - Allo stesso tempo, nello spogliatoio, è necessario indicare gli errori quando i giocatori non soddisfano le aspettative. Questo è quando i le critiche sono importanti, subito dopo la partita, senza aspettare il lunedì. Terminato questo momento, si pensa alla partita successiva e tutto ricomincia da capo.
In allenamento è necessario ripetere - Bisogna ripetere in allenamento le abilità tecniche e le tattiche. Lo scopo di ogni seduta è d’imparare e migliorare. Questo va fatto anche se i giocatori possono pensano “Ci risiamo”, perché queste ripetizioni aiutano a vincere.
Lo stile del Manchester United - Essere positivi, avventurosi e assumersi rischi.
L’osservazione - E’ un elemento fondamentale della capacità di gestione. La capacità di vedere le cose è la chiave, più precisamente, la capacità di vedere le cose che non ti aspetti di vedere.
Cambiare è una regola da seguire - In genere che vince molto non pensa a cambiare. E’ vero l’opposto. ”Abbiamo dovuto avere successo, non c’era altra opzione per me, e ho esplorato qualsiasi mezzo di miglioramento. ”Ho trattato ogni successo come il mio primo. Il mio lavoro è stato quello di darci la migliore opportunità possibile di vincere. Questo è ciò che mi ha motivato”.

Le nuove idee hanno radici antiche: Oddone Giovannetti

Ricordare non fa mai male, in questo caso Oddone Giovannetti, uno dei fondatori della UISP, nato a Correggio nel 1924 e morto un anno fa. Lo ricordo con una frase che ci ricorda che le idee fondamentali a favore dello sviluppo dell’essere umano sono valide a prescindere il periodo storico.

“Il tempo libero è un diritto fondamentale. L’uomo che trae dal suo lavoro solo di che vivere non è un uomo libero, ma conduce un’esistenza puramente biologica”.

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Oddone Giovannetti  alle Olimpiadi di Roma (1960).

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Gara ciclistica in notturno, Catania, 7/9/1958.

Buoni risultati dal tiro a volo

Buona settimana: Nicholas Antonini ha vinto il campionato italiano jr e Alessia Montanino il campionato del mondo universitario di fossa olimpica.

 

 

Federico Morlacchi, un pesce combattente

Federico Morlacchi, vincitore di un oro e un argento (per il momento) alle Paralimpiadi di Rio è uno dei “Pesci Combattenti“. E’ un  docu-film in cui si racconta di un gruppo di ragazzi, campioni di nuoto paralimpico, e della loro preparazione a Milano in vista dei Giochi Paralimpici di Rio ) con il progetto AcquaRio, team multidisciplinare che coinvolge allenatori, dietologi, psicologi, preparatori atletici. I «Pesci Combattenti» sono, oltre a Federico Morlacchi, Arjola Trimi, Alessia Berra, Arianna Talamona, Giulia Ghiretti, Fabrizio Sottile, Francesca Secci, Simone Barlaam e Giuseppe Romele. Giovani con storie e disabilità diverse che in questo anno di allenamenti  sono diventati una squadra.

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La motivazione allo sport è uguale in tutte le età della vita adulta

Dai risultati preliminari di una ricerca condotta su amatori di atletica leggera si evidenzia il dato che la motivazione intrinseca (“Faccio sport perché mi piace e mi diverto”) e la regolazione morale (“Faccio sport perché è per me importante) sono le due dimensioni decisive per continuare in questa attività in tutti i periodi dell’età adulta e della vecchiaia.  Non si fa sport “perché si deve farlo” o se non si è motivati.

(Dati non pubblicati, Fonte: Fidal, G. Carbonaro, A. Cei e C. Quagliarotti ).