Il vuoto dopo lo sparo

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#milionidipassi

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La fuga di milioni di persone da guerre e povertà è una delle crisi umanitarie più gravi del momento. #MILIONIDIPASSI è un appello all’opinione pubblica e ai governi per restituire umanità al tema delle migrazioni forzate e garantire il diritto di tutti ad avere salva la vita.

 

Come si motivano i maratoneti

Alcuni sembrano servirsi maggiormente della consapevolezza del lavoro svolto. Ripensano agli allenamenti che hanno effettuato e da questo traggono fiducia e motivazione.

  • Cerco di ripensare al lavoro che ho effettuato in precedenza, al fatto che ho lavorato bene e che quindi non devo temere di fallire.
  • Innanzi tutto essendo consapevole che i momenti difficili si presentano ad ogni stagione e che sono sempre in agguato. Dopo di che, so come procedere, cioè identifico gli errori commessi, li valuto e cerco di lavorare sodo per correggerli.

Per altri le strategie di scelta degli obiettivi sono alla base della loro esperienza e della loro abilità a motivarsi.

  •  Sicuramente spicca in me la pazienza, la precisione e la forte determinazione. Se mi pongo un obiettivo non c’è nulla che possa distogliermi dal lavorare per raggiungerlo. Forse ho sempre avuto tale capacità, ma poi l’ho anche affinata con l’allenamento e in generale con l’esperienza. Tra le persone che mi hanno aiutata a sviluppare tali caratteristiche ci sono prima di tutto mia madre ma poi anche il mio allenatore e mio marito, che nel mio caso coincidono.

Per altri ancora sembra dominare maggiormente la componente emotiva nel trainare la motivazione.

  • Trovo le maggiori spinte emotive pensando a quanto sia importante e piacevole raggiungere l’obiettivo. Il raggiungimento dello scopo rappresenta il mio maggiore stimolo motivazionale.
  • I momenti positivi  sono la testimonianza che ho le risorse e le capacità per farcela, dunque sono dei momenti per ricaricarsi e per puntare ad un prossimo obiettivo. 

50 anni dalla fondazione della Società Internazionale di Psicologia dello Sport

Roma, 20 aprile 1965, Aula Magna del Comitato Olimpico Italiano . Sono questi i luoghi e il momento in cui, grazie all’iniziativa di un piccolo gruppo di pionieri guidati da Ferruccio Antonelli, è nata la Società Internazionale di Psicologia dello Sport (International Society of Sport Psychology – ISSP). Tutto ciò è successo durante il 1° Congresso Internazionale ISSP di Psicologia dello Sport, un evento capace di segnare l’inizio dell’era moderna nel campo della Psicologia dello Sport.

Partecipate al Congresso “A Bridge from the Past to the Future” –  International Society of Sport Psychology  50th Anniversary – April 19-20, 2015, Roma, Italy

http://www.events-communication.net/b57/index.php?lang=en

Tributo a Ferruccio Antonelli

La storia della scienza insegna che l’inizio di una nuova disciplina è spesso da attribuire agli sforzi di singole persone che dedicano una parte significativa della loro vita alla realizzazione di sogni e intuizioni. Questo è stato il caso della Psicologia dello Sport che è stata fondata da Ferruccio Antonelli, che con il suo lavoro pionieristico ha creato due punti fondamentali di riferimento per coloro che sono coinvolti in questo settore. Il primo è stato la creazione nel 1965 della Società Internazionale di Psicologia dello Sport (ISSP), che per la prima volta ha collegato psicologi dello sport in tutto il mondo con l’altro, grazie alla sua rete di contatti nazionali e internazionali. La seconda riguarda il mondo dell’editoria, in particolare, la creazione della prima rivista scientifica interamente dedicati a questa nuova disciplina, l’International Journal of Sport Psychology (IJSP) che si diffuse immediatamente in tutto il mondo. In soli cinque anni, tra il 1965 e il 1970, Antonelli raggiunse entrambi gli obiettivi, realizzando così un sogno immaginato solo pochi anni prima. In questa presentazione verranno descritti i giornidella fondazione della ISSP durante il Primo Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport, tenutasi in Roma nel 1965, gli anni iniziali di questa nuova organizzazione e l’interazione tra gli scienziati occidentali e dei Paesi dell’Est.

Le abilità più difficili da insegnare ai nostri figli

Le tre abilità psicologiche da insegnare ai nostri figli sino dall’infanzia. Vale anche per insegnanti e allenatori.

  • Sapere aspettare e pensare prima di agire
  • Trattenere e utilizzare le informazioni per risolvere problemi
  • Modificare i comportamenti in funzione dei cambiamenti situazionali e ambientali

Tre frasi su cui riflettere

Tre frasi di John Wooden per genitori, atleti e allenatori con cui confrontarsi:

“La cosa migliore che può fare un padre per i suoi figli è amare la loro madre”.

“L’abilità può portare al top, ma serve carattere per rimanerci”.

“Un allenatore è qualcuno che può correggere senza determinare risentimento”.

Calcaterra, dallo sport di elite allo sport per tutti

Stamattina mentre applaudivo Giorgio Calcaterra che passava a Piazza del Popolo, molti vicino a me si sono stupiti del tifo per lui e hanno chiesto: “ma chi è Giorgio?”. Giorgio è quell’atleta, più volte campione del mondo della 100 km, che giunto al traguardo ripartirà per la seconda volta  la Maratona di Roma, concludendola con gli ultimi. Giorgio è un top runner (2,34h oggi) che vuole testimoniare attraverso la sua passione per la corsa che se è possibile correrla due volte consecutive, tutti possono correrla almeno una volta. Dallo sport di elite allo sport per tutti la  maratona diventa un’impresa personale a cui un individuo in buona salute può partecipare. Spesso sento prendere in giro i podisti che impiegano 5 – 6 ore o anche più a percorrere questa distanza. E’ invece esattamente il contrario il modo in cui devono essere percepiti. La maratona la vogliono concludere perché per tutti è un’impresa che ci riporta al mito di Filippide. E’ riuscire in un’impresa fisica a cui non avresti mai pensato di partecipare e di portare a termine. Proprio per questa ragione la gioia è immensa quando si conclude una maratona, ci si sente orgogliosi di avere raggiunto l’impossibile. Questo sentimento lo si porterà per sempre dentro di noi. Calcaterra sta correndo per tutti noi, per tutti quelli che non l’hanno ancora corsa e per quelli che stanno ancora correndola e faticando. Perché correre la maratona significa trovare piacere nel sentirsi stanchi, nel condividere questa fatica con gli altri intorno a noi, perché l’impresa è finirla e poterci portare dentro questo sentimento per tutta la vita. Questo sta facendo Giorgio, condividere la sua gioia con tutti.

Marco Tardelli parla di calcio e valori all’ONU

Marco Tardelli all’ONU a parlare ai giovani di sport e valori.

“Non è un buon momento per il nostro calcio. Scandali, scommesse, società sull’orlo del fallimento. Per un italiano è ancor più complicato risultare credibile quando parla di certe cose. Mi pare che gli studenti, però, abbiano recepito la mia passione e la voglia di tornare a un calcio diverso, come quello che ho vissuto da ragazzo”.

“Io sono molto duro con il mio Paese, perché lo amo e non ce la faccio proprio a restare indifferente davanti a certi episodi così vergognosi. Lo dico sempre ai tifosi, quelli veri: dovete essere i primi a indignarvi, isolate quei cinquanta, cento idioti che pensano solo a provocare e piazzare striscioni offensivi, segnalate chi fa “buuu” all’avversario di colore, la rivolta deve partire da voi. Quei teppisti vanno cacciati fuori dagli stadi, altrimenti non cambierà mai niente”.

“… mi spiace dirlo ma non credo che ci riusciremo perché nessuno ha la volontà di farlo. E anche le società spesso fanno finta di non accorgersi di nulla”.

(Testo da Repubblica.it)

Primi paraplegici correranno la Maratona di Roma con esoscheletro

Carmine Consalvi e Nicoletta Tinti affrontano una nuova sfida sportiva: sono i primi paraplegici completi a partecipare alla Maratona di Roma, utilizzando un esoscheletro indossabile. Domenica 22 marzo, Carmine e Nicoletta percorreranno viale delle Terme di Caracalla, per un chilometro circa, mostrando come l’esoscheletro ha rivoluzionato la loro vita. L’iniziativa, patrocinata dalla Fondazione Santa Lucia di Roma, mira a far conoscere da vicino questa tecnologia, che promette di cambiare la vita quotidiana di tante persone oggi costrette in sedia a rotelle.

L’economia globale cresce ma l’inquinamento si ferma

Per la prima volta in quasi mezzo secolo, la sincronia tra crescita economica ed emissioni legate all’energia sembra essersi rotta, sostiene l’Agenzia Internazionale per l’Energia con sede a Parigi, spingendo il suo capo economista a chiedersi se un nuovo importante risultato è stato raggiunto – quello che divide vigore economico e inquinamento da anidride carbonica. E’ un risultato storico che spero confermi l’inizio di uno sviluppo più a misura di tutti.