Il ruolo indispensabile dei genitori

Leggete questo sito To small to fail relativo al ruolo dei genitori con i bambini.

 ”I genitori tengono i bambini sani e al sicuro … Noi reagiamo istintivamente quando un bambino è in pericolo. Quanto più impariamo a conoscere come i bambini si sviluppano, più sappiamo sul ruolo fondamentale dei genitori in quei momenti in cui un bambino non è in pericolo. I genitori svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo sociale ed emotivo dei loro figli, fornendo impegno di qualità che stimola la crescita del cervello e aumenta il loro potenziale di apprendimento. Tali interazioni ogni giorno sono le chiavi per potenziale a lungo termine di un bambino. La ricerca ha dimostrato che l’impegno, la famiglia significativa quantità di genitori trascorrere del tempo a parlare con i loro figli, la loro lettura di un libro, le coccole o chiedendo loro giorno ha un impatto diretto sulla formazione e la motivazione. I bambini molto piccoli prosperano quando i loro genitori spendono tempo a parlare, a leggere, e il canto di tutti i giorni e quando i loro genitori mantenere la calma durante le esplosioni emotive o situazioni stressanti. I bambini più grandi beneficiano di genitori che chiedono per i loro amici, stabilire una routine di compiti a casa, e ritagliarsi tempo di studio tranquillo. Tutti i bambini traggono beneficio quando i genitori e gli operatori sanitari stabiliscono le routine nella loro casa, se intorno a volte pasto in famiglia, andare a letto o tempi da bagno. Le routine che iniziano presto, in particolare, possono aprire la strada per le abitudini che durano fino all’età adulta. Una routine semplice come la lettura ad un bambino prima di coricarsi contribuisce al suo sviluppo sano del cervello e la imposta fino a diventare un successo, il lettore per tutta la vita. Non importa l’attività, i genitori giocano un ruolo critico nella crescita ed educazione dei propri figli fin dalla nascita, e aiutano a stabilirne il fondamento emotivo e cognitivo”.

Le emozioni come opportunità d’insegnamento

Lo sport è un’attività che mette alla prova la competenza dei giovani nel gestire le loro emozioni. Nello sport si vince e si perde, si commettono errori con facilità e di frequente e per queste ragioni è una situazione che sollecita continuamente anche la fiducia in se stessi. Diventa quindi importante per ogni allenatore imparare a riconoscere le emozioni dei suoi atleti come un’opportunità d’insegnamento. Gli errori che commettono così come i nuovi apprendimenti e le prestazioni rappresentano le situazioni ottimali per allenarli a gestire le delusioni e la rabbia piuttosto che la gioia. L’allenatore deovrebb, quindi, essere consapevole delle emozioni dei suoi atleti, capire l’opportunità d’insegnamento che rappresentano, ascoltare i suoi ragazzi/e in modo aperto e empatico, aiutarli a capire e spiegare quello che è successo e ricerca le soluzioni possibili stabilendo i limiti entro cui trovarle.

Allenatori che agiscono in questo modo ottengono dai loro atleti risultati migliori rispetto a quelli che si comportano diversamente.

Lamentati e continuerai a sbagliare

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Oggi tutti al Parco e meno sedentari

Se ogni domenica andassimo così numerosi nei parchi come oggi saremmo tutti meno sedentari

L’allenamento calmo

L’allenamento calmo consiste in un nuovo tipo di allenamento olistico che promette di promuovere non solo il benessere fisico ma anche quello mentale. Ad esempio vi è una forma di attività fisica chiamata Psycle, spinning in cui le lezioni si svolgono in ambienti con luce soffusa, musica ispiratrice,  e con una parte dedicata alla meditazione. Altri allenamenti Zen includono Cardiolates, classi di spinning + Pilates.  Alcune palestre come Third Space, a Londra, hanno già dottori  in benessere , che offrono vari tipi di trattamento, compreso il counselling umanistico. Questo approccio al benessere si sta diffondendo, con classi in cui s’impara a rilassarsi, tra cui Spynga, spinning + yoga e SoulCycle , spinning olistico.

Recensione libro: A Guide to Third Generation Coaching

A Guide to Third Generation Coaching

Reinhard Stelter

Dordrecht: Springer Science, 2014, p.254

http://www.springer.com/new+%26+forthcoming+titles+(default)/book/978-94-007-7185-7

This book talks about coaching from a societal perspective. Since the beginning coaching has been interpreted as a process to increase managers’ skills and in any case as a system to approach and solve problems. Third Generation Coaching   is oriented on values  and create meaning underlying aspirations, passions and habits. This concept remember me the Amartya Sen identity idea, when he explains that every day we are part of different groups and in this way we have a multiple identity, build on this different contexts and roles. Thus, Third Generation Coaching talks about our identity, view as interpersonal process continuously in movement. Coachees and coaches  live a space of self-reflection not to improve specific competences but to permit to the coachees to know better themselves and may be to see their life in a new perspective.  Really, this coaching vision is an invitation to change stride, moving to a different interpretation of our life.  For this reason Stelter underlines the main role played by values “as important landmarks for navigating in life.” Today where financial fraud in business and doping in sport are so diffuse, a changing process based on values and ethics became fundamental to guarantee social respect and freedom form illegal actions. In fact, Stelter developed this new coaching approach in a time where values are not very well represented in our society, where at the contrary every day the newspapers published news about bankruptcies or doping cases like the most famous is Lance Amstrong fall. The book talks about the necessity to build in professional or every life meaning-experiences, based on our past stories and the present in order to have a better future. Third Generation Coaching changed also the coach role, he/she became a facilitator of the coachee’s reflections concerning is cultural roots and social relations, very important because determining his/her confidence into the social environments. Third generation coaching proposes a form of dialogue where coach and coachee are focused on creating space for reflection through collaborative practices and less concerned with fabricating quick solutions. Aspiring to achieve moments of symmetry between coach and coachee, where their dialogue is driven by a strong emphasis on meaning-making, values, aspirations and identity issues. Coach and coachee meet as fellow-humans in a genuine dialogue. I can say that also in sport we assisted in an evolution of this kind in the program of athletes’ mental coaching. Till 10 years ago the programs for them were related almost exclusively to increase specific mental skills, to use during the most important events. At this approach, successively, has been added an approach more oriented to reflect about their life style, to the positive role the athletes can play in our society, to doping as negative value for them and for the society because based on deception.

L’infanzia si è spostata al chiuso

Negli ultimi 20 anni, l’infanzia si è spostata negli spazi al chiuso. Mediamente negli US bambini e bambine spendono solo 30 minuti al giorno in attività all’aperto e non strutturate dagli adulti  ma più di sette ore al giorno di fronte a uno schermo. Questo cambiamento ha determinato un profondo cambiamento nel loro benessere: maggiore obesità e maggiore uso di antidepressivi. Sempre più i giovani non sono in forma e sono negativamente stressati. Ciò anche a causa della perdita di qualcosa di essenziale per lo sviluppo e la salute, e che consiste nel vivere all’aria aperta. In generale, si auspica che i bambini trascorrano almeno un’ora al giorno all’aria aperta in attività in cui abbiamo totale autonomia espressiva.

Gli errori

Gli errori sono la cosa più importante che succede in allenamento perchè ti dicono dove devi impegnarti per migliorare.

Dove nasce la speranza di Rudi Garcia

Mancano poche giornate alla conclusione del campionato di calcio e Rudi Garcia, allenatore della Roma, continua a sperare che qualcosa di positivo per la squadra possa ancora accadere anche se la Juventus ha un vantaggio di 8 punti.  Da dove nasce questa speranza nella mente di Garcia?

“Snyder, Irving & Anderson (1991, as cited in Snyder, 2000, p.8) define hope as “a positive motivational state that is based on an interactively derived sense of successful (a) agency (goal-directed energy) and (b) pathways (planning to meet goals)” .

Hope theory can be subdivided into four categories: goals, pathway thoughts, agency thoughts and barriers. Goals that are valuable and uncertain are described by Snyder (1994, as cited in Snyder, 2000, p.9) as the anchors of hope theory as they provide direction and an endpoint for hopeful thinking. Pathway thoughts refer to the routes we take to achieve our desired goals and the individual’s perceived ability to produce these routes (Snyder, 2000).  Agency thoughts refer to the motivation we have to undertake the routes towards our goals. Barriers block the attainment of our goals and in the event of a barrier we can either give up or we can use our pathway thoughts to create new routes.” (From http://www.positivepsychology.org.uk/pp-theory/hope/100-what-is-hope-and-how-can-we-measure-it.html)

Questa definizione si adatta bene alla Roma, poiché la squadra ha costruito la sua fiducia tramite i risultati e la coesione di squadra, mettendo la sua energia in questa direzione e mostrando durante tutta la stagione la strada che ha preso per raggiungere la posizione attuale.

Quando iniziare l’allenamento mentale?

Per sviluppare e mantenere nel corso della stagione un buon set di abilità mentali, gli atleti devono allenarle come fanno per le abilità fisiche.  Il training mentale deve essere integrato nelle sessioni giornaliere di allenamento. Competenze mentali e fisiche devono procedere in parallelo ogni giorno. Il momento migliore per iniziare questa pratica è all’inizio della nuova stagione agonistica, prima delle gare. Ad esempio, l’allenamento della concentrazione va iniziato sin da subito, quando gli atleti sono più calmi e meno stanchi e le sedute non sono ancora difficili rispetto a quelle del periodo successivo. Il momento peggiori per iniziare, è quando gli atleti hanno mostrato problemi durante le loro prestazioni e gli allenatori pensano che siano attribuibili a difficoltà mentali. E’ in questi momenti che spesso chiedono l’intervento dello psicologo dello sport. Di solito questo accade perché gli allenatori  nonostante pensino di avere fatto fatto tutto quello che dovevano fare, gli atleti appaiono de-motivati ​​, o troppo ansiosi o distratti. E ‘un intervento sulla crisi che lo psicologo dello sport deve essere in grado di gestire, ma gli allenatori e gli atleti devono capire che il training mentale deve essere integrato all’interno delle singole sessioni e utilizzato non solo come una soluzione per i momenti negativi.