Recensione libro: A Guide to Third Generation Coaching

A Guide to Third Generation Coaching

Reinhard Stelter

Dordrecht: Springer Science, 2014, p.254

http://www.springer.com/new+%26+forthcoming+titles+(default)/book/978-94-007-7185-7

This book talks about coaching from a societal perspective. Since the beginning coaching has been interpreted as a process to increase managers’ skills and in any case as a system to approach and solve problems. Third Generation Coaching   is oriented on values  and create meaning underlying aspirations, passions and habits. This concept remember me the Amartya Sen identity idea, when he explains that every day we are part of different groups and in this way we have a multiple identity, build on this different contexts and roles. Thus, Third Generation Coaching talks about our identity, view as interpersonal process continuously in movement. Coachees and coaches  live a space of self-reflection not to improve specific competences but to permit to the coachees to know better themselves and may be to see their life in a new perspective.  Really, this coaching vision is an invitation to change stride, moving to a different interpretation of our life.  For this reason Stelter underlines the main role played by values “as important landmarks for navigating in life.” Today where financial fraud in business and doping in sport are so diffuse, a changing process based on values and ethics became fundamental to guarantee social respect and freedom form illegal actions. In fact, Stelter developed this new coaching approach in a time where values are not very well represented in our society, where at the contrary every day the newspapers published news about bankruptcies or doping cases like the most famous is Lance Amstrong fall. The book talks about the necessity to build in professional or every life meaning-experiences, based on our past stories and the present in order to have a better future. Third Generation Coaching changed also the coach role, he/she became a facilitator of the coachee’s reflections concerning is cultural roots and social relations, very important because determining his/her confidence into the social environments. Third generation coaching proposes a form of dialogue where coach and coachee are focused on creating space for reflection through collaborative practices and less concerned with fabricating quick solutions. Aspiring to achieve moments of symmetry between coach and coachee, where their dialogue is driven by a strong emphasis on meaning-making, values, aspirations and identity issues. Coach and coachee meet as fellow-humans in a genuine dialogue. I can say that also in sport we assisted in an evolution of this kind in the program of athletes’ mental coaching. Till 10 years ago the programs for them were related almost exclusively to increase specific mental skills, to use during the most important events. At this approach, successively, has been added an approach more oriented to reflect about their life style, to the positive role the athletes can play in our society, to doping as negative value for them and for the society because based on deception.

L’infanzia si è spostata al chiuso

Negli ultimi 20 anni, l’infanzia si è spostata negli spazi al chiuso. Mediamente negli US bambini e bambine spendono solo 30 minuti al giorno in attività all’aperto e non strutturate dagli adulti  ma più di sette ore al giorno di fronte a uno schermo. Questo cambiamento ha determinato un profondo cambiamento nel loro benessere: maggiore obesità e maggiore uso di antidepressivi. Sempre più i giovani non sono in forma e sono negativamente stressati. Ciò anche a causa della perdita di qualcosa di essenziale per lo sviluppo e la salute, e che consiste nel vivere all’aria aperta. In generale, si auspica che i bambini trascorrano almeno un’ora al giorno all’aria aperta in attività in cui abbiamo totale autonomia espressiva.

Gli errori

Gli errori sono la cosa più importante che succede in allenamento perchè ti dicono dove devi impegnarti per migliorare.

Dove nasce la speranza di Rudi Garcia

Mancano poche giornate alla conclusione del campionato di calcio e Rudi Garcia, allenatore della Roma, continua a sperare che qualcosa di positivo per la squadra possa ancora accadere anche se la Juventus ha un vantaggio di 8 punti.  Da dove nasce questa speranza nella mente di Garcia?

“Snyder, Irving & Anderson (1991, as cited in Snyder, 2000, p.8) define hope as “a positive motivational state that is based on an interactively derived sense of successful (a) agency (goal-directed energy) and (b) pathways (planning to meet goals)” .

Hope theory can be subdivided into four categories: goals, pathway thoughts, agency thoughts and barriers. Goals that are valuable and uncertain are described by Snyder (1994, as cited in Snyder, 2000, p.9) as the anchors of hope theory as they provide direction and an endpoint for hopeful thinking. Pathway thoughts refer to the routes we take to achieve our desired goals and the individual’s perceived ability to produce these routes (Snyder, 2000).  Agency thoughts refer to the motivation we have to undertake the routes towards our goals. Barriers block the attainment of our goals and in the event of a barrier we can either give up or we can use our pathway thoughts to create new routes.” (From http://www.positivepsychology.org.uk/pp-theory/hope/100-what-is-hope-and-how-can-we-measure-it.html)

Questa definizione si adatta bene alla Roma, poiché la squadra ha costruito la sua fiducia tramite i risultati e la coesione di squadra, mettendo la sua energia in questa direzione e mostrando durante tutta la stagione la strada che ha preso per raggiungere la posizione attuale.

Quando iniziare l’allenamento mentale?

Per sviluppare e mantenere nel corso della stagione un buon set di abilità mentali, gli atleti devono allenarle come fanno per le abilità fisiche.  Il training mentale deve essere integrato nelle sessioni giornaliere di allenamento. Competenze mentali e fisiche devono procedere in parallelo ogni giorno. Il momento migliore per iniziare questa pratica è all’inizio della nuova stagione agonistica, prima delle gare. Ad esempio, l’allenamento della concentrazione va iniziato sin da subito, quando gli atleti sono più calmi e meno stanchi e le sedute non sono ancora difficili rispetto a quelle del periodo successivo. Il momento peggiori per iniziare, è quando gli atleti hanno mostrato problemi durante le loro prestazioni e gli allenatori pensano che siano attribuibili a difficoltà mentali. E’ in questi momenti che spesso chiedono l’intervento dello psicologo dello sport. Di solito questo accade perché gli allenatori  nonostante pensino di avere fatto fatto tutto quello che dovevano fare, gli atleti appaiono de-motivati ​​, o troppo ansiosi o distratti. E ‘un intervento sulla crisi che lo psicologo dello sport deve essere in grado di gestire, ma gli allenatori e gli atleti devono capire che il training mentale deve essere integrato all’interno delle singole sessioni e utilizzato non solo come una soluzione per i momenti negativi.

Recensione libro: Le Mete dell’Allenatore

Le Mete dell’Allenatore

Flavia Sferragatta

www.francoangeli.it

Il libro di Flavia Sferragatta è particolarmente interessante per diverse ragioni. La prima delle quali è che permette di comprendere quali siano le implicazioni psicologiche del rugby. Chiunque voglia avvicinarsi alla conoscenza della componente mentale di questo sport, con questo libro, potrà sviluppare una conoscenza approfondita di questi aspetti. Un secondo pregio consiste nel trattarli dal punto di vista delle loro applicazioni professionali. In tal senso, allenatori e psicologi possono trovare descritti non solo gli atteggiamenti e le competenze psicologiche tipiche del rugby ma anche indicazioni operative “su cosa è meglio fare” in funzione degli obiettivi che s’intende perseguire. Un terzo aspetto centrale del libro risiede nelle molte citazioni di rugbisti e allenatori che permettono a Sferragatta di illustrare le tematiche psicologiche, con il risultato di fare emergere  in che misura allenatori e giocatori di alto livello sono assolutamente convinti del ruolo giocato dalla mente e di come le competenze interpersonali della squadra siano al centro delle prestazioni sul campo. Non ultimo aspetto positivo di questo libro è che si legge con facilità e piacere. Ciò non significa che i temi esposti siano semplici ma che l’autrice oltre a dimostrare un’approfondita conoscenza di questo sport e della psicologia ha saputo esporre il suo pensiero con chiarezza.

 

Recensione libro: Inside Sport Psychology

Inside Sport Psychology

Costas I. Karageorghis and Peter C. Terry

Human Kinetics Publisher, 2011, p.235

www.HumanKinetics.com

Karageorghis and Terry provide an excellent overview of sport psychology, regarding motivation, self-confidence, anxiety, emotion, concentration, visualization and self-hypnosis. Also mood and music on performance are well treated because they are one of the main authors’ interest. All the themes are presented not only from the scientific side but many anecdotes and exercises are included. I highly recommend this for anyone interested in learning about sport psychology or people looking to improve athletic performance or even to learn general mental skills for life.

In the first chapter entitled “Sport psychology applications” the authors talk about skill acquisition that underlie top performance and about the concept that too often the athletes’ performances are not very consistent during a season and the reason is most of the time related to a reduced mental preparation. At this proposal they ask to the readers to take a moment to reflect on all the excuses they commonly use to explain their worst performances. In this way, Karageorghis and Terry introduce the readers to one of the main aspects of book, that is to propose theories and psychological techniques but also exercises to practice in order to be actively involved in the topics treated. This permit to the readers to be inside the themes of each chapter and to read it in a ease way. The second chapter is about motivation and, after some theoretical introductions, he athletes are driven to identify their main strong and weak points and how to become totally involved, in a flow experience that represents the peak of the intrinsic motivation. The authors look also to the youth coaches when they explain about the relevance of a mastery climate during the training to sustain this intrinsic motivation, de-emphasizing  social comparisons. The following two chapters are about self-confidence and anxiety. Confidence is so important psychological factors that could increase or destroy the performance, starting from this suggestions the authors introduce the Bandura’s self-efficacy approach and try to propose for each of its dimensions practical strategies to improve and sustain the self-confidence using the athletes’ imagery and self-talk skills. The anxiety is treated following the best known approach to explain this phenomenon, its symptoms and responses and the main relaxation techniques to reduce it. Like for the other topics many example of great sport athletes are provided to show that to choke under pressure is something that happens also at the top performers. The book has one of the best explanation of the relation between mood and performance, the authors introduce this topic, show how to assess it and explain how they used it in the daily work with the athletes also before the most important events.  Relation between food and mood are also well described in a way that I believe all the readers will find very useful. Practical suggestions are also provided to show how the self-talk can be used to change the dominant mood in specific time. The chapter about concentration as the previous describe techniques for a better use of this skill; interesting is the section where the authors  provide the suggestions for future attentional training based on the use of new technologies and the web site to explore at this regards. To fulfill the athletes’ potential is necessary to practice visualization and self-hypnosis and the following chapter is devoted to these topics. The last one is about the power of sound, and it’s more related to the Karageorghis’s work in this field. It’s a very useful chapter because usually the sport psychology books talk only in general terms about the music role in training and before the beginning of sport events. We find inside the experiences of the athletes and for someone like the marathoner Paula Radcliffe the music helps her to do much harder workout, while for the double Olympic decathlon athlete, Daley Thompson, the music is not necessary because he is so immersed in his training. In any case, in the chapter the authors talk about the important relation between exercise intensity and preferred music tempo and provide a long list of popular tracks for sport and exercise and which are the useful web sites for planning music programs.

La concentrazione determina l’intensità dell’allenamento

Il segreto di una seduta di allenamento svolta con intensità risiede nell’abilità dell’atleta di essere completamente focalizzato su ciò che deve fare. Sia che pratichi uno sport di combattimento o uno di precisione l’obiettivo dell’atleta dve essere identico: lavorare per restare focalizzato nei momenti che precedono ogni esercitazione. E’ qualcosa di assolutamente facile da capire, ma di solito solo gli atleti di alto livello si allenano in questo modo. La maggior parte invece pensa “è solo un allenamento”, non ho bisogno di tutta questa concentrazione, non è mica una gara. Non capiscono che se non si allenano in questo modo ogni giorno, non saranno capaci di mantenere l’attenzione necessaria in gara. La respirazione profonda e la visualizzazione sono le azioni che gli atleti devono praticare in modo continuativo. Devono iniziare la loro azione tecnica solo quando la mente è pronta a farlo, altrimenti si alleneranno in modo troppo meccanico con un ridotto impegno mentale. Il mio consiglio: fare un respiro profondo, quindi ripetersi mentalmente l’azione e poi effettuarla. Successivamente, dopo un breve periodo di riposo ripetere nuovamente questa sequenza.

 

Camminando

Camminando si apprende la vita

camminando

si conoscono le cose,

si sanano le ferite del giorno prima:

cammina

guardando una stella,

ascoltando una voce,

seguendo le orme degli altri passi.

Cammina

cercando la vita,

curando le ferite

lasciate dai dolori.

Niente può cancellare il ricordo

del cammino percorso.

Ruben Blades