Tutti dicono: grazie Claudio

E’ bellissimo quanto in una città tutti ti ringraziamo

Grazie Claudio Ranieri per permettere a tutti noi di sapere che

i sogni si possono realizzare

Le 10 abilità mentali del tiro dinamico sportivo

Gli sport di tiro comprendono anche il Tiro Dinamico Sportivo che consiste in diverse prove in cui bisogna colpire diversi tipi di bersagli in successione rapida. E’ uno sport che richiede velocità di movimento nel giungere il più rapidamente possibile nella posizione di tiro e successivamente l’azione di tiro deve essere precisa e anch’essa rapida.  Questo tipo di attività deve essere ripetuta più volte con sagome da colpire e percorsi differenti che l’atleta non ha mai provato in precedenza.

Le implicazioni psicologiche di questo sport sono, a mio avviso, le seguenti:

  1. Fiducia nella propria abilità fisica e motoria nello spostarsi rapidamente e con precisione nei movimenti tra i bersagli
  2. Confidenza nell’arma e nella propria tecnica sportiva complessiva
  3. Capacità immediata di adattamento alla tipologia di esercizio da svolgere
  4. Competenza nel memorizzare immediatamente prima dell’inizio della prova il percorso e i bersagli in una situazione tipica di stress agonistico
  5. Abilità a reagire immediatamente ad un errore, per non compromettere i tiri successivi
  6. Sapere chiudere la propria mente nei 3/4 minuti che precedono l’inizio di ogni prova in un ambiente rumoroso, all’aperto, con spazi ristretti, in presenza degli avversari e di altre persone
  7. Sapersi rilassare tra un esercizio e l’altro, riducendo la tensione agonistica indipendentemente dai risultati sino a quel momento ottenuti
  8. Tra le prove sapere rilassare, in particolare, la visione, in modo da non affaticarla in tensioni nocive, che possono ricadere sulla percezione corretta dei bersagli
  9. Conoscere gli imprevisti che succedono in una gara di tiro dinamico e avere un piano per gestirli
  10. Essere concentrati solo sul prossimo esercizio e mai su quello precedente e solo sul prossimo colpo e mai su quelli precedenti.

Edoardo Buticchi, CT Nazionale Tiro Dinamico Sportivo e Alberto Cei

 

Scuola calcio per bambini con disabilità intellettive

«AS Roma è lieta di annunciare che, a partire da gennaio 2016, la Società promuove e sostiene il progetto “Calcio insieme”, un programma nato dalla collaborazione tra la Fondazione Roma Cares e l’Associazione dilettantistica “Calcio integrato: i campi di allenamento del Centro Olimpico Giulio Onesti sono stati messi a disposizione di bambini e bambine, tra i sei e i dodici anni, affetti da disabilità psicomotorie di vario livello, sostenuti da un pool di medici, logopedisti e istruttori specializzati.

Obiettivi dell’iniziativa sono lo sviluppo del benessere fisico e psicosociale dei bambini, la riduzione dello stress connesso alla loro condizione di vita, l’aumento della capacità di autovalutazione e l’incremento della motivazione all’attività motoria.

Un team di tecnici dell’AS Roma, accompagnati da psicologi dello sport, ha elaborato metodologie didattiche ed educative su misura, al fine di creare un ambiente sicuro, confortevole e mai noioso.

Tra i risultati perseguiti, vi è lo sviluppo della cultura dell’integrazione e dell’educazione ai valori dello sport attraverso il calcio.

“La Roma rappresenta una grande piattaforma sociale e siamo consci della responsabilità che ne deriva – sottolinea il direttore generale dell’AS Roma, Mauro Baldissoni –. Spero che questo sia uno dei tanti esperimenti che metteremo in piedi con concretezza. Lo sport è da sempre un aggregatore e insieme uno strumento motivazionale per superare i propri limiti, mettere su un campo di calcio bambini affetti da difficoltà intellettive rappresenta per loro una possibilità di miglioramento”.

Gli istruttori sono stati affiancati da un’intera équipe medica, coordinata dal professor Alberto Cei, responsabile scientifico di “Calcio insieme”, che osserva da vicino i progressi dei piccoli atleti, deducendone anche eventuali miglioramenti nella coordinazione dei movimenti, nella coscienza del sé o, più semplicemente, nel vissuto quotidiano.

“Il calcio può essere uno strumento fondamentale per aiutare i bambini affetti da disabilità mentali a sviluppare se stessi – spiega Patrizia Minocchi, presidente ASD Calcio Integrato – . Quello strumento magico che è la palla ha già dato i primi risultati, i bambini stanno imparando a relazionarsi”.»

La crisi del Barcellona

Usiamo i pensieri migliori degli altri per cambiare noi stessi

I pensieri degli altri sono un ‘opportunità per riflettere sulla nostra situazione, su come stiamo lavorando per realizzare i nostri obiettivi. Un errore che si commette facilmente è di convincersi che giacché si sta facendo bene, si debba per forza continuare nello stesso modo in maniera quasi automatica, senza faticare e impegnandosi di meno. In quei momenti ci si rilassa, si diventa presuntuosi e si pensa che il risultato debba arrivare naturalmente.

Per reagire a questo pensiero sbagliato, ne riporto un altro di Claudio Ranieri, che probabilmente vincerà con il Leicester il campionato inglese e che pur avendo un vantaggio di + 8 punti a poche giornate dal termine, afferma:

“Abbiamo fatto tantissimo, ma in realtà ancora nulla. Ora bisogna ripulire i pensieri, non leggere, non ascoltare, rimanere concentrati. Lottare su ogni pallone e in ogni istante, come finora. Pensare solo alla prossima partita”.

Lo sport in tutte le sue forme: incontri francofoni sulle scienze umane e sociali

Sta per iniziare la 3a stagione di Prospettive Critiche, ciclo di incontri francofono dedicato al dibattito delle idee nell’ambito delle scienze umane e sociali. Organizzato dall’Institut français Italia, con il sostegno dell’Institut français di Parigi, in collaborazione con università, festival, luoghi di cultura e editori italiani, Prospettive Critiche intende far conoscere in Italia alcuni ricercatori che spiccano nel panorama della ricerca francese attuale. L’Institut français Italia cerca in questo modo di partecipare ai dibattiti che animano la società italiana, proponendo incontri e conferenze pubbliche con ricercatori, docenti e saggisti francofoni che offrono prospettive critiche e teoriche innovative sul mondo contemporaneo.

Nel 2016, Prospettive critiche sarà dedicato al tema dello Sport e alle sue tematiche connesseSi tratta in effetti di un anno ricco di eventi sportivi, in particolare per la Francia, che accoglie il Campionato europeo di calcio dal 10 giugno al 10 luglio. Anche nel campo delle scienze umane, lo sport sta diventando un argomento sempre più discusso criticamente, e numerosissime sono le iniziative francesi in proposito: le riviste letterarie Desports e So Foot, il Premio Jules Rimet di letteratura sportiva, il festival “Sport, letteratura e cinema” di Lione accrescono l’interesse sullo sport, e sul calcio in particolare, inteso come fenomeno culturale e sociale oltre che semplicemente spettacolare e agonistico.

Seguite pure il ciclo di Prospettive Critiche 2016 sulla rivista on-line Le parole e le cose, che pubblicherà articoli scritti dai ricercatori invitati.

I 10 comandamenti di Bob Rotella

L’obiettivo del tennista

Ai  giovani dovrebbe essere insegnato che

il tennis riguarda molto di più

quanto accetti e reagisci agli errori

piuttosto che quanto giochi bene

I 7 miti a cui credono molti allenatori per non impegnarsi a migliorare

I 7 miti a cui credono molti allenatori per non impegnarsi a migliorare

  1. Quando un atleta è troppo teso prima di una gara, non c’è niente da fare per cambiare la sua condizione mentale
  2. La ripetizione mentale dell’azione tecnica prima di una prova può limitare la spontaneità dell’azione sportiva
  3. Prima o poi chi gareggia male si sbloccherà
  4. Gli atleti migliori sono gli orfani
  5. La mancanza di palle è la spiegazione di prestazioni scadenti
  6. I giovani non hanno più voglia di sacrificarsi
  7. Le ragazze sono troppo emotive

 

Recensione libro: The Autism Fitness Handbook

The Autism Fitness Handbook

David S. Geslak

Jessica Kingsley Publishers, London & Philadelphia

2015, 168 p. – 54 illustrations

 

This book is one of the very few contributions devoted to provide information, guidance and practical supports  to people who want to start a motor program with children and youth with autism spectrum disorder (ASD). The main goal achieved by David Geslak is to write and focus us on abilities, rather than on mental and physical problems. It’s a true fitness book, which describe a specific program based on 46 exercises to practice. The Author said the program has been used not only with children but with adults too, determining improvements independently from the ability possessed at the begin of the activity.

The program is divided in four parts: engage, educate, empower and exercise. The first part talks about the way to involve the children in the program. In this section very important are the patient and motivation of the teachers, their ability to provide structure and routine and the use of visual supports (e.g., pictures, cards, timers), in the same time it’s important that the parents at home are committed in the same direction, improving the child health, for example also following an adequate food and beverage management and continue the movement activities.  The second part talks about education, that means why they are exercising. In this section are described the five components of physical fitness: body image, motor coordination, posture, muscular and cardiovascular fitness. There is also an additional item regarding the children abdominal strength, part of the body image and muscular fitness,  weak in these children and it needs to be reinforced. The third part talks about empower, in this section are reviewed the champion stories and exercise routines used by David Geslak with eight people with ASD. The fourth part regards the exercise area. It proposes exercises following the five components, including abdominal strength. Each of the 46 exercises is described in term of goal satisfied, how to do, repetitions and coaching tips. I appreciate this contribute to spread the physically active life style also in children with ASD, based on the assertive concept to start from their competences to improve them in the long period with a specific program.